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Se ti dico cosa troverai ti levo il divertimento
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Copertina progetto fotografico it's my time

Da Maggio a Giugno 2026 ho realizzato il terzo ed ultimo capitolo del macro progetto che racconta la morte attraverso il lutto di un’uomo anziano (se non lo hai visto è perché sei infame quindi vattelo a vedere e poi puoi continuare). Questo progetto l’ho realizzato usando la fotografia reportagistica e ho realizzato che fare questo tipo di fotografia è un FACE TO FACE con il demone dell’angoscia, perché non scatti e poi ti levi dai coglioni. No no. Qua devi addentrarti, studiare l’ambiente e la situazione, devi renderla parte di te, la devi vivere, ci devi andare a prendere un caffè, ci dormi e ci scopi pure. Tu devi diventare parte integrante della storia che devi raccontare. In poche parole devi smettere di essere un fotografo e devi essere uno che ha fatto parte di quell’evento (con l’aggiunta di seduta dello psicologo e forse anche un “ah si ha fatto delle foto”).

Diario di bordo: la parte più difficile di realizzare un progetto fotografico (nel mio caso uno a lungo termine il cui tema è la comunità BDSM di Roma) non è mai quello di capire la storia che si vuole raccontare. Forse lo è l’impaginazione? La post produzione? la creazione di modo board? se col cazzo. Se il tuo progetto è suoi luoghi e non sulle persone allora puoi anche strozzarti con i plumcake della Mulino Bianco, SE INVECE sei stronzo come me e ti addentri nel triste mondo di voler raccontare una storia attraverso le persone…TU DEVI TROVARLE QUELLE CAZZO DI PERSONE. E come va questa ricerca? – “Ciao come stai sto facen….blablablabla” e tutti ti dicono di si? Magari. Le oprizoni sono 3.


Opzione 1 (quella che tutti, o almeno io mi aspetto): contatti una delle mille persone che vuoi scattare e ti rispondono col cazzo.


Se però la voglia di socializzazione nelle persone si attiva allora si arriva all’opzione 2: Ricevi una risposta che all’70% è negativa per mille ragioni al mondo. 

 

Mentre il restante 30% ci porta all’opzione 3: COLORO CHE TI DICONO DI SI MA CI VORRANNO SETTIMANE PER FAR SI CHE NON CI SIANO IMPREVISTI A IMPEDIRE TE DI FARE QUELLE FOTTUTE FOTO (manco dovessi incontrare Trump, Papa Leone, Putin e non chi altro tutti lo stesso giorno a Trastevere).


Detto questo…io il mio progetto lo sto sviluppando, si mi sto addentando nel cercare tutti i soggetti, ma se continuerò a scrivere su questo blog, allora vuol dire che non sono mai arrivata all’opzione ignota, colei che non può essere nominata. L’opzione MI SONO ROTTO IL CAZZO. VAFFANCULO. CHI CAZZO ME LO HA FATTO FARE.  Essa è colei che detta un punto di non ritorno in cui si abbandonano i buoni propositi pre-imposti per non ritrovarsi dimuovo all’opzione 1.

Ogni volta che vado a fare delle foto, che non siano solo per me ma che devo poi consegnare a qualcuno, la selezione delle foto è l’esperienza meno piacevole che c’è di tutta la sessione. Quando scatto per me è abbastanza semplice: scatto – mentre scatto quelle che neanche vorrei rivedere le elimino subito – a casa rivedo tutti i sopravvissuti e salvo quelli che vedere e rivedrei e narrano al meglio la storia – pubblico. Questo processo in teoria vale anche quando le foto le devo consegnare a qualcuno…se non fosse per il fatto che L’ALTRA PERSONA DEVE VEDERE LE FOTO. Questo evento manda tutto a puttane perché 1 volta su 100 quelle che voglio levare tu e quelle che vuole lavare l’altra persona, che chiameremo BATMAN, non vanno in conflitto con quelle che voglio salvare e quelle che Batman vuole eliminare. Peccato che io vivo le altre 99 volte in loop. Non incontro mai quell’1.

Post bannato su Instagram

Mi diverte realizzare fotografie che raccontino qualcosa, una storia. Una delle ultime che sto costruendo è quella di cui ho già parlato diverse volte, ossia la comunità BDSM di Roma. Proprio su questo ho realizzato un reel, prendendo scatti a tema Shibari che ho realizzato. Questo reel mi è stato buttato giù dopo 2 ore e come motivazione mi è stato data: “non è consentito mostrare il capezzolo femminile e glutei”. Sempre io, scrollando per 5 minuti, sulla piattaforma stessa ho trovato più natiche e capezzoli di quanti ne possa trovare su PornHub. Probabilmente anche i post dei prossimi giorni mi verranno buttati giù per lo stesso motivo. Per fortuna ho il mio sito. e le foto stanno e resteranno per sempre la.